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Le forme di mercato

Le forme di mercato sono caratteristiche distintive dei mercati sulla base del grado di concorrenza, del numero di soggetti offerenti e acquirenti, dal grado di controllo del prezzo da parte delle imprese, dal grado di libertà di entrata e di uscita dal mercato, del grado di omogeneità o di differenziazione del prodotto .

Ci sono diverse forme di mercato :
concorrenza perfetta;
monopolio;
oligopolio;
concorrenza monopolistica.

Ad esse si aggiungo altre forme meno diffuse come:
monopsonio;
duopolio.

CONCORRENZA PERFETTA

Caratteristiche della concorrenza perfetta:

Il modello della concorrenza perfetta prevede:
ƒ l’esistenza di un numero molto elevato di imprese nell’ industria. Di conseguenza, la singola impresa produce una quota trascurabile dell’offerta totale;
ƒ tutte le imprese producono un prodotto identico; in altre parole, il prodotto è omogeneo. Gli acquirenti non distinguono tra marche neanche se sono esposti a pubblicità persuasiva;
ƒ acquirenti e venditori hanno una conoscenza perfetta del mercato: tutte le informazioni rilevanti sono di pubblico dominio.
ƒ l’esistenza della completa libertà di entrata e di uscita nella industria da parte di nuove imprese. Le imprese già operative non sono in grado di impedire ad altre imprese di entrare
nell’industria.


Tuttavia, dal momento che per fondare una nuova impresa occorre del tempo,la condizione di libertà di entrata opera solo nel lungo periodo.
Le prime tre ipotesi, se valgono congiuntamente, implicano che nessuno può influire sul prezzo di mercato. Tutte le imprese e i loro clienti sono dunque price-taker. Tali ipotesi sono piuttosto
restrittive e poche industrie al mondo le soddisfano. Alcuni mercati agricoli, forse, si avvicinano al modello della concorrenza perfetta.

ESEMPIO.

l mercato delle patate può esserne un esempio. Un coltivatore
di patate deve subire la concorrenza di un numero talmente elevato di coltivatori che non può
influenzare il prezzo di mercato; c’è libertà di entrata per tutti quelli che vogliano iniziare a
coltivare patate; per ogni varietà di patate, ciascun coltivatore produce un prodotto virtualmente
identico a quello di ciascun altro concorrente; infine, il grado di conoscenza del mercato
da parte di produttori e consumatori è molto elevato.

MONOPOLIO

Si ha monopolio quando c’è una sola impresa nell’industria. L’efficienza economica a livello sociale è raggiunta quando ogni bene è prodotto al costo minimo e quando il consumatore ottiene il massimo beneficio dagli acquisti. Tuttavia, non è sempre chiaro quando un’industria debba essere classificata come monopolistica. Dipende dall’ampiezza scelta per la definizione dell’industria stessa. Ad esempio, un’impresa tessile può avere il monopolio su alcuni tipi di tessuto, ma non su tutti i tessuti in generale. Il consumatore può acquistare tessuti alternativi da altre imprese. Ciò che è più importante per un’impresa è il grado di potere monopolistico che esercita, che a sua volta dipende dal grado di sostituibilità del proprio prodotto con i prodotti offerti dalle altre imprese. L’impresa monopolista non ha concorrenti!
Il mercato è caratterizzato ,quindi,da un solo offerente e da una moltitudine di acquirenti. Essendoci una sola impresa, nel mercato di monopolio non esiste alcuna concorrenza. L’impresa monopolista può decidere sia la quantità di produzione che il prezzo di
vendita del prodotto/servizio, al fine di massimizzare il profitto d’impresa.
L’ingresso sul mercato è ostacolato dalle barriere tecnologiche, finanziarie, normative ( monopolio legale ) o naturali ( monopolio naturale ).

OLIGOPOLIO

il modello si basa su:

le due imprese concorrono sul prezzo;
il mercato risulta efficiente;
il guadagno di ogni impresa è pari a 0, perché le imprese abbasseranno i prezzi fino al costo marginale (situazione distruttiva per le imprese).

Secondo Sylos-Labini, per l’oligopolio vale in un mercato dove è presente un prodotto omogeneo, non differenziato, offerto da imprese che hanno dimensioni e costi della produzione molto diversi, con forti discontinuità tecnologiche, e un’impresa di grandi dimensioni, più efficiente delle altre, in grado di esercitare una leadership di prezzo. Quindi, tre ipotesi:

  • prodotto omogeneo;
  • aziende con tecnologia, costi e volumi di produzione molto diversi;
  • un’azienda con volumi e costi di produzione tali da determinare il prezzo di equilibrio nel mercato.
  • Per il postulato di Sylos-Labini una nuova impresa entra nel mercato se e solo se il prezzo di equilibrio, di mercato, che si viene a determinare dopo la sua entrata gli consente di realizzare almeno il profitto normale.

L’impresa che ha la leadership di prezzo adotterà un prezzo che deve essere remunerativo per sé e le altre aziende presenti sul mercato, ma con un saggio di mark-up non troppo alto, tale da dissuadere altri potenziali concorrenti dall’ingresso nel mercato.

CONCORRENZA MONOPOLISTICA

La concorrenza monopolistica è una forma di mercato intermedia alla concorrenza perfetta e al monopolio, in cui si presentano alcuni elementi caratteristici del mercato concorrenziali e altri del mercato monopolistico.
Nel mercato di concorrenza monopolistica le imprese offrono un prodotto non omogeneo e differenziato ( differenziazione ). La differenziazione di prodotto determina un cambiamento nelle preferenze dei consumatori in quanto, pur essendo simili, i prodotti delle imprese non sono considerati dagli acquirenti come beni sostituti.
Ogni singolo prodotto di impresa è distinto dagli altri da piccole differenze materiali ( caratteristiche tecniche, qualità oggettiva, ecc. ) o immateriali ( reputazione del brand, qualità percepita, pubblicità, ecc.).
Come in un mercato monopolistico, in un mercato di concorrenza monopolistica ogni singola impresa può modificare sia la quantità di produzione e sia il prezzo.
Ogni impresa ha una curva di domanda inclinata negativamente e gode di di un determinato potere di mercato che gli deriva dal fatto di offrire un bene differenziato rispetto alle altre imprese.
Il potere di mercato è direttamente correlato al grado di differenziazione del prodotto. Quanto più un prodotto è percepito differente dagli acquirenti, tanto meno è elastica la curva di domanda del prodotto, e viceversa.
Ogni impresa cerca di differenziare i propri prodotti dagli altri per aumentare il proprio potere di mercato.

MONOPSONIO

Il monopsonio è una forma di mercato in cui operano una moltitudine di soggetti economici dal lato dell’offerta e un unico soggetto economico dal lato della domanda.
L’offerta è caratterizzata da atomicità, da una molte imprese concorrenti che cercano di soddisfare la domanda di mercato.
La domanda è, invece, caratterizzata da un singolo acquirente. Nel monopsonio la quantità acquistata del bene è notevolmente inferiore a quella offerta, in tal modo l’unico acquirente può aumentare il proprio potere contrattuale e ottenere prezzi di mercato più bassi. Il monopsonio è la situazione economica opposta rispetto al monopolio.

DUOPOLIO


In economia, situazione di mercato in cui tutta l’offerta di un bene o servizio è nelle mani di due produttori rivali, mentre la domanda è costituita da numerosi richiedenti, o viceversa: i casi di d. relativi all’offerta sono però più frequenti di quelli relativi alla domanda (in cui più propriamente si dovrebbe parlare di duopsonio) e la scienza economica si occupa quindi quasi esclusivamente di questi. 
Nell’ipotesi considerata da J.-L.-F. Bertrand le due imprese non cooperano dato che il loro obiettivo è quello di appropriarsi dell’intero mercato. Per far questo, competono l’una contro l’altra in termini di prezzo, innescando quella che viene definita una ‘guerra dei prezzi’.
Quello che Bertrand ha evidenziato è che in questo comportamento non cooperativo entrambe le imprese subiscono perdite, dato che l’equilibrio che scaturisce dalla guerra dei prezzi porta a fissare questi ultimi in base al costo medio minimo, eliminando cioè la presenza degli extra-profitti indotti dalla posizione dominante nel mercato. In altri termini, l’equilibrio prevede la distruzione stessa del d. e la fissazione del prezzo compatibile con un mercato di concorrenza pura. Nel caso esaminato invece da A. Cournot nel 1838, le imprese fissano il prezzo conoscendo la curva di reazione del concorrente, cioè la sua relazione prezzo-quantità ottimale. Questo porta i due oligopolisti a determinare un prezzo che, nelle ipotesi più semplici, consente a ognuno di soddisfare il 50% della domanda del mercato. Il prezzo di equilibrio, diversamente da Bertrand, non è però quello di concorrenza e quindi consente ai duopolisti di conseguire degli extra-profitti. 
Il d. può derivare, come il monopolio, dalla natura o dalla legge e teoricamente possono esistere casi sia di d. contingente o quasi-d., caratterizzati da grande variabilità del prezzo, sia di d. parziale, in cui accanto a due grandi imprese dominanti operino come venditrici anche alcune piccole e medie imprese prive di potere di mercato, sia di d. imperfetto, in cui le due imprese siano esposte alla concorrenza di beni o servizi sostituibili a quelli da loro