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Ludovico Ariosto

Ludovico Ariosto nasce nel 1474 dal conte Niccolò, nobiluomo al servizio della corte degli Estensi, e da Daria Malaguzzi Valeri. Il padre, cercando di avviarlo alla carriera giuridica e alla vita presso l’ambiente di corte, lo costringe a studiare diritto presso lo Studio di Ferrara. Nel 1494, Ariosto tuttavia abbandona gli studi per dedicarsi alle lettere, guidato dal monaco Gregorio da Spoleto, che lo introduce alla filosofia neoplatonica, allo studio di Marsilio Ficino e alla conoscenza degli autori classici (Orazio, in particolare). In questi anni, Ludovico stringe i primi contatti con Pietro Bembo, autore che sarà poi rilevantissimo con le sue Prose della volgar lingua nelle diverse stesure dell’Orlando furioso.
Alla morte del padre però, nel 1497, Ludovico Ariosto sente forti lepressioni economiche, e per mantenere se stesso e la famiglia deve seguire l’esempio paterno e mettersi alle dirette dipendenze della casata d’Este, alternando gli incarichi imposti alle sue produzioni poetiche. 
Diventa un uomo di corte a tutti gli effetti sotto il cardinale Ippolito d’Este da cui ebbe diversi benefici e per cui svolse numerosi incarichi, forse troppi e troppo impegnativi, ma sempre riuscì a dedicarsi alle lettere e a portare a compimento il suo capolavoro, l’Orlando FuriosoLudovico Ariosto lamenta spesso i compiti difficili e impegnativi che Ippolito d’Este gli impone, soprattutto quelli che lo portano a Roma per placare le tensioni che insorgevano spesso fra il cardinale Ippolito e papa Giulio II. Quando il cardinale, nel 1517, si reca in Ungheria per reggere un vescovato di cui era titolare, Ludovico si rifiuta di seguirlo: per lui adesso è troppo e non può più sopportare tutti questi incarichi. Fra il cardinale e Ariosto si rompono quindi i legami ma Ludovico resta comunque dipendente della corte estense, anche se con Alfonso I, il duca, i rapporti sono molto più freddi di quanto non succedeva con Ippolito.
Gli ultimi anni, libero dagli incarichiDal 1522 al 1525 Ludovico Ariosto è governatore della Garfagnana, una nuova regione appena annessa ai domini degli Este, desolata e semiselvaggia, che tenta di reggere con estremo rigore. 
Finalmente, dopo questo incarico, può godersi la vita desiderata. Sciolto dagli impegni diplomatici e dalle mansioni pratiche della corte, Ludovico Ariosto si ritira dopo il periodo in Garfagnana, a vita privata, vivendo con la sua donna, Alessandra Benucci, figlia di un ricco mercante, e lavorando alla terza e ultima edizione dell’Orlando Furioso, edita nel 1532. L’anno dopo Ludovico Ariosto muore. 

Le opere

Nei primi anni del Cinquecento Ludovico Ariosto inizia la stesura del suo capolavoro, l’Orlando Furioso (la prima edizione esce nel 1516) e scrive e mette in scena nel teatro di corte due commedie in prosa, che rappresentano i primi importanti esperimenti, che faranno da modello, di teatro volgare: Cassaria e I Suppositi.
Finalmente nel 1517 Ludovico Ariosto riesce a cambiare incarico e ad andare al servizio del Duca Alfonso che gli concede maggior tempo libero per dedicarsi alla letteratura. Inizia la produzione delle Satire che scandiscono diversi momenti della vita di Ariosto fino al 1525 e che vengono pubblicate postume. 
Nel 1520 riesce a portare a termine la sua terza commedia Il Negromante. Stavolta il componimento non è più in prosa ma in versi, modalità che Ariosto sente più congeniale e più adatta ad un teatro cortigiano letterariamente elevato.
Ariosto si dedica anche alla poesia volgare componendo Le Rime, scritte in vari momenti della sua vita, che raccolgono sonetti, madrigali, canzoni, Capitoli in terza rima (che costituiscono la parte più originale) ed ecloghe, su temi vari ed a volte anche su motivi