Home Area Linguistico-Storico-Letteraria La Divina Commedia

La Divina Commedia

La Divina Commedia è senza dubbio tra le opere più rappresentative della cultura italiana. Scritta da Dante Alighieri, questo poema allegorico-didascalico è universalmente considerato come una delle più grandi opere della letteratura di tutti i tempi, nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale, tanto da essere nota e studiata in tutto il mondo.
L’opera narra, in forma di poesia, del viaggio fatto dall’uomo Dante nei regni dell’aldilà per salvare la propria anima. Aiutato a percorrere l’inferno e il purgatorio dalla guida Virgilio rappresentante la ragione e il paradiso da Beatrice simbolo della fede, Dante compie questo viaggio dopo essersi smarrito nella ‘selva’ del peccato. Scendendo nel regno infernale, risalendo quello della purgazione ed entrando in quello della beatitudine, Dante compie una vera e propria purificazione nel corpo e nello spirito. Tuttavia la Commedia è anche un viaggio universale’: scopo di questa narrazione, come afferma Dante nell’Epistola a Cangrande, è infatti quello di ‘trasportare’ l’intera umanità dallo stato di miseria a quello della felicità.
Dante racconta di aver percorso i tre regni dell’oltretomba durante l’equinozio di Primavera a partire dalla notte tra il 7 e l’8 aprile del 1300, l’anno del primo Giubileo indetto dal papa Bonifacio VIII, e di averlo portato a termine alla mezzanotte del giorno 14 dello stesso mese. Al poeta sono occorsi: un giorno e una notte per attraversare la ‘selva oscura’; un giorno e una notte per percorrere l’inferno; una notte e un giorno per risalire dal centro della terra alla spiaggia del purgatorio; tre notti, tre giorni ed un’altra metà di giorno per risalire la montagna del secondo regno e, infine, 24 ore per visitare i Cieli del paradiso.
La Commedia è suddivisa in tre Cantiche: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Ogni Cantica, ad eccezione della prima che ne ha 34, è composta da 33 canti così che il poema risulta formato complessivamente da 100 canti.

L’inferno

Il regno della dannazione è rappresentato come un cono rovesciato la cui base è posta sotto l’emisfero delle terre emerse e il cui vertice giunge al centro della terra. Esso si suddivide in 10 zone: un Antinferno e 9 Cerchi all’interno dei quali le anime sono punite dal peccato meno grave a quello più grave. Superati i primi 6 Cerchi, il VII Cerchio si suddivide in 3 gironi, l’VIII in 10 bolge e il IX in quattro zone: la Caina, l’Antenora, la Tolomea e la Giudecca.

Purgatorio

Il secondo regno dell’aldilà è rappresentato come una montagna emersa nell’emisfero opposto a quello delle terre emerse. È suddiviso in 3 parti: l’Antipurgatorio, il Purgatorio propriamente detto a sua volta ripartito in 7 Cornici e infine, sulla sommità del monte, il Paradiso terrestre

Paradiso

L’ultimo Regno del poema rispecchia la concezione tolemaica dell’Universo: esso è composto da 10 Cieli, e a ciascuno di essi corrisponde una precisa disciplina. Partendo dalla sfera planetaria più vicina alla terra troviamo: il Cielo della Luna (Grammatica), di Mercurio (Dialettica), di Venere (Retorica), del Sole (Aritmetica), di Marte (Musica), di Giove (Geometria) e infine di Saturno (Astrologia). Al di là dei Cieli dei sette pianeti si trovano il Cielo delle stelle fisse (metafisica) e il Cielo cristallino (Etica), vale a dire il primo motore che imprime il movimento a tutte le sfere sottostanti. Oltre il Cristallino è posto, immoto, il Cielo dell’Empireo (Teologia).